None

14.05.2026

Trent'anni di lotta al razzismo in Svizzera: dov'è arrivata e dove deve ancora andare

L'evento organizzato dal polo di ricerca NCCR on the move, intitolato "Tre decenni di lotta antirazzista in Svizzera: memorie, conoscenze e trasformazioni istituzionali", ha messo in primo piano un tema importante e sempre attuale. Nell’università dove studio migrazione e cittadinanza, ho così avuto l’opportunità di immergermi nella storia della lotta contro il razzismo, chiedendomi come può diventare più efficace in futuro. Ci arrivo allora con una doppia prospettiva: quella di studente che ha familiarità con la letteratura accademica sul tema e quella di guida del progetto Dialogue en Route, dove il razzismo non è solo un concetto da analizzare ma qualcosa che emerge nelle conversazioni reali, e anche nei percorsi di dialogo interculturale e interreligioso.

Mi chiedo come le due cose si parlino, o non si parlino, nel corso del pomeriggio.

Sul palco siedono Denise Efionayi-Mader, vicedirettrice del Forum svizzero per lo studio delle migrazioni, Marianne Helfer, responsabile del Servizio per la lotta al razzismo e Brigitte Lembwadio-Kanyama, avvocatessa e cofondatrice dell'associazione JeSuisRDCongolaise. A moderare è il ricercatore Robin Stünzi. Il pubblico è vivace e curioso, e le domande che vengono dalla sala si rivelano spesso le più taglienti.

Il 1995: un punto di svolta, non un punto di arrivo

Il 1995 è l'anno che torna più volte nella discussione. L'entrata in vigore della norma contro la discriminazione nel codice penale (art. 261 bis CP) ha segnato qualcosa di importante: da quel momento, il razzismo non poteva più essere liquidato come una semplice opinione personale. Era diventato una questione di diritti fondamentali e di responsabilità collettiva. Nello stesso anno nasce la Commissione federale contro il razzismo (CFR) e, qualche anno dopo, nel 2001, il Servizio federale per la lotta al razzismo (SLR).

Ma una legge non basta a cambiare un sistema di pratiche e di rappresentazioni consolidato nella storia. Il razzismo strutturale non funziona come un problema con una soluzione definita: è un sistema fatto di discorsi, rappresentazioni e abitudini che perpetuano le disuguaglianze, spesso in modo invisibile. A volte si manifesta in episodi eclatanti, ma molto più spesso si insinua nei dettagli della vita quotidiana: al lavoro, nella ricerca di una casa, a scuola, negli uffici pubblici, nei rapporti con le forze dell'ordine (SLR, 2023).

Secondo Marianne Helfer, affrontarlo richiede prima di tutto conoscenza: capire come il razzismo si manifesta concretamente nella vita delle persone è il presupposto per combatterlo davvero. Come studente, riconosco l'importanza di questo lavoro, ma durante la tavola rotonda comincio a chiedermi: chi produce questa conoscenza, e da quale posizione?

Le trappole che rallentano il cambiamento

Uno degli elementi più utili della discussione è l'identificazione di tre ostacoli ricorrenti nella pubblica amministrazione. Il primo è la trappola del "buon senso": dare per scontato che tutti sappiano già riconoscere il razzismo, senza investire nella formazione. Il secondo è l'approccio centrato sulla vittima, ovvero concentrarsi su chi subisce il razzismo dimenticando di guardare e responsabilizzare chi lo produce. Il terzo è la scusa delle risorse, usata troppo spesso come giustificazione per non agire.

Seduto tra il pubblico, mi chiedo quante volte queste dinamiche vengano riprodotte involontariamente, anche nei contesti che si dichiarano attenti al tema, compreso il mondo accademico in cui mi muovo ogni giorno.

La conoscenza non nasce solo all'università

È l'intervento di Brigitte Lembwadio-Kanyama a colpirmi di più e a mettere in discussione qualcosa che, come studente universitario, ho tutto l'interesse ad esaminare con onestà.

La conoscenza non nasce solo nelle aule. La lotta contro il razzismo non può essere completa senza il contributo dei movimenti sociali e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, in particolare sui temi del razzismo antinero e dell'antisemitismo. I collettivi e i gruppi attivisti non si limitano a testimoniare: producono sapere in modo metodico, combinando ricerca ed esperienza vissuta. Non c'è progresso reale se chi studia un fenomeno non riesce a sentire il peso quotidiano di ciò che studia.

Il movimento Black Lives Matter, ad esempio, ha dato una spinta concreta a politiche e sensibilizzazione contro il razzismo antinero, in Svizzera e altrove. Ciò che oggi diamo per acquisito, anche nei programmi universitari, è spesso il frutto di anni di lotta di gruppi che nessuno finanziava e pochi ascoltavano. È una cosa che non dovremmo mai smettere di ricordare.

Cosa porto via

La tavola rotonda si chiude con uno sguardo onesto sulle debolezze ancora presenti. La Svizzera ha costruito una strategia nazionale contro il razzismo (SLR, 2026), ma la sua attuazione resta fragile. La norma penale ha i suoi limiti: non copre tutte le forme di discriminazione e non prevede uno standard uniforme per affrontarle (CFR, 2025).

Esco dall'aula, la mia aula, quella in cui studio ogni giorno, con una convinzione più solida di prima: istituzioni, quadro giuridico e società civile devono lavorare insieme. Le istituzioni devono imparare ad ascoltare le conoscenze che vengono dal basso, dai collettivi, dai movimenti, dalle persone che vivono il razzismo ogni giorno e a tradurle in azioni concrete.

Come studente di migrazione e cittadinanza e come guida del progetto Dialogue en Route, so che queste due dimensioni, quella accademica e quella vissuta, hanno bisogno l'una dell'altra. Portarle in dialogo, negli spazi in cui lavoro e studio, è forse la cosa più concreta che si può fare.

Bibliografia

Servizio per la lotta al razzismo (SLR), Strategia e piano d'azione nazionale contro il razzismo e l'antisemitismo 2026-2031, 2026.
https://www.frb.admin.ch/dam/it/sd-web/d3ZhDqPf-OLD/Nationale%20Strategie%202026_IT.pdf

Servizio per la lotta al razzismo (SLR), Razzismo strutturale in Svizzera: sintesi dello studio di riferimento, 2023.
https://www.frb.admin.ch/dam/it/sd-web/N1UkYJ-XpH2Q/060323_Kurzfassung_EDI_IT_online_BF.pdf

Brigitte Lembwadio Kanyama, "Encore et toujours, d’abord Noire, puis Suissesse!", NCCR – on the move, 2019.
https://nccr-onthemove.ch/blog/encore-et-toujours-dabord-noire-puis-suissesse/ 

Organizzazioni menzionate

Associazione JeSuisRDCongolaise: https://www.instagram.com/jesuisrdcongolaise

Commissione federale contro il razzismo: https://www.ekr.admin.ch

Forum svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione dell'Università di Neuchâtel: https://www.unine.ch/sfm

NCCR on the move: https://nccr-onthemove.ch

Servizio per la lotta al razzismo: https://www.frb.admin.ch/it

 

Foto ©Panagiotis Kakasadellis

Panagiotis Kakasadellis, Guide en Route