
12.06.2026
Com’è evoluto il mio rapporto con la fede
Sono nata in una famiglia ticinese cattolica praticante. Mia mamma è cresciuta frequentando dapprima gli ambienti di Comunità familiare, un’associazione che sostiene e crede in una collettività più ospitale e attenta agli individui, ai rapporti e al bene comunitario (CF, 12.06.2016:1). Il suo fondatore, Padre Callisto Caldelari, è stato un sacerdote e frate cappuccino di rilievo per il Canton Ticino, sul piano culturale e religioso, tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila. Successivamente mia mamma e la sua famiglia hanno avuto come guida Don Sandro Vitalini, sacerdote cattolico e teologo ticinese, che è stato il punto di riferimento per la nostra famiglia sul piano religioso e umano fino alla sua morte nel 2020. Mio papà, invece, è cresciuto in una famiglia cattolica attiva in una parrocchia del Medio Vedeggio e devota alle figure di riferimento della comunità religiosa locale.
I miei genitori mi hanno battezzata a due mesi; da lì la fede e la pratica religiosa sono sempre state presenti nella mia vita.
Nei primi anni della scuola elementare ho iniziato a partecipare alla messa, in particolare alla Messa delle famiglie, che si teneva due volte al mese, caratterizzata da canti e preghiere adatti ai bambini e alle bambine. Questo per me ha significato l’occasione per conoscere più da vicino gli insegnamenti della Chiesa cattolica romana.
In terza elementare ho ricevuto la Prima Comunione, che per la Chiesa cattolica indica l’entrata del bimbo o della bimba nella collettività sul piano comunitario e spirituale. Per me quest’evento ha rappresentato il rito che mi ha permesso di partecipare alla messa in modo completo e di sentirmi pienamente parte di questo momento fondamentale per la comunità cattolica.
Scegliere di essere parte della comunità
Successivamente, durante le scuole elementari e negli anni dell’adolescenza ho seguito le ore facoltative d’insegnamento religioso cattolico. In quegli anni, ho iniziato a riflettere sul mio rapporto con il cattolicesimo, anche grazie alle prime conversazioni con mia nonna e Don Sandro. Attraverso questi scambi e una piccola introspezione ho deciso di ricevere la Cresima, ovvero il rito cattolico con cui il giovane o la giovane conferma la fede ricevuta con il Battesimo e la Prima Comunione. La Cresima per me ha costituito un’occasione per scegliere coscientemente di essere parte della Chiesa cattolica romana.
Nello stesso periodo, con la mia famiglia, mia nonna, i miei cugini e i miei zii sono andata a Taizé. La comunità di Taizé in Borgogna è composta da persone provenienti da quasi trenta nazioni e appartenenti a diverse correnti del cristianesimo: protestante, cattolica romana e anglicana (Taizé, n. d.; Geo x religions: n. d.). La comunità di Taizé indica un esempio concreto che mira a favorire l’unità e la cooperazione tra persone cristiane appartenenti a correnti diverse (Taizé, n. d.); al centro c’è quindi il dialogo ecumenico [nota1].
A Taizé, con la mia famiglia ho partecipato a diversi momenti di preghiera durante i quali, ho respirato un’atmosfera di comunità, unione, vicinanza tra tutti e tutte in un clima di semplicità in connessione con Dio e il creato; esperienza che non avevo mai vissuto altrove.
Dal mio punto di vista questa forte emozione nasce dal fatto di trovarsi in un ambiente di condivisione e fraternità autentica, che per la comunità di Taizé costituisce il cuore del messaggio cristiano. Quest’esperienza mi ha trasmesso l’idea che la preghiera collettiva è molto forte, potente ed arriva direttamente al cuore.
Il mio pellegrinaggio a Santiago de Compostela
L’estate dopo la maturità, ho vissuto un altro momento di condivisione molto significativo. Con un gruppo della Pastorale giovanile di Lugano (Catt.ch, 01.08.2019) sono partita in pellegrinaggio per Santiago de Compostela. In Ticino, all’interno del cattolicesimo romano la Pastorale giovanile (PG) raccoglie le attività comunitarie rivolte ai giovani e alle giovani.
Durante il Cammino, ho potuto confrontarmi con gli altri e le altre sul mio rapporto con la fede e la religione, elementi che hanno avuto un ruolo centrale durante il viaggio. Ricordo che all’inizio della Messa del Pellegrino – una celebrazione speciale che si svolge quotidianamente nella Cattedrale di Santiago, dedicata a chi ha completato il Cammino – mentre i sacerdoti stavano salendo sull’altare, ho provato una fortissima emozione. Mi sono quasi commossa e ho capito di aver vissuto qualcosa di grande anche sul piano spirituale. Ho sentito un intenso legame con Dio e la sua vicinanza. Questa emozione è nata, da un lato, dal fatto di condividere la messa con pellegrini e pellegrine provenienti dal mondo intero che, come me avevano portato a termine il Cammino; dall’altro, dal sentirmi molto piccola all’interno della Cattedrale di Santiago de Compostela, un edificio maestoso che mi ha trasmesso un senso di trascendenza.
Alla ricerca di una fede concreta
In seguito, durante gli studi ho partecipato ad alcune attività proposte dalla PG. Tuttavia, questa fase è durata poco: lo studio universitario e una certa “saturazione” dopo ogni esperienza religiosa mi hanno portata ad allontanarmi, sia dal gruppo della PG sia in parte dalla Chiesa stessa. Con “saturazione” intendo una sensazione di sovraccarico: troppe preghiere, messe ed esperienze ravvicinate, che non mi lasciavano il tempo di riflettere e rielaborare ciò che avevo vissuto. Così sono diventata una credente poco praticante, cioè credo in Dio, ma frequento la messa solo qualche volta all’anno. A questo processo hanno contribuito anche la perdita di alcuni sacerdoti che consideravo punti di riferimento nel mondo cattolico ticinese e il fatto di aver partecipato ad alcune messe in cui ho percepito un messaggio religioso conservatore.
Questa fase mi ha aiutata a capire che tipo di fede desidero vivere: una fede concreta, che non sia composta solo da parole o pensieri ma che si manifesti attraverso l’aiuto e il sostegno verso il prossimo, in particolare verso i più vulnerabili, come le persone migranti. Questo avviene nella mia quotidianità in quanto tematiche come l’accoglienza e la solidarietà mi stanno a cuore. In relazione a questi valori lavoro con persone richiedenti l’asilo e collaboro con associazioni impiegate nel campo della migrazione. Nello svolgimento di queste attività cerco sempre di tradurre la fede con gesti concreti verso le altre persone.
In continua trasformazione
Inoltre, oggi, attraverso l’attività di guida per il progetto Dialogue en Route, il mio rapporto con la fede si sta trasformando ulteriormente attraverso la conoscenza della diversità religiosa. Incontrare giovani appartenenti a diverse tradizioni religiose e non, ma con un interesse comune ad approfondire varie tematiche relative alla diversità culturale, mi sta offrendo la possibilità di confrontarmi con varie forme di dialogo interreligioso e interculturale. Sul piano personale, questo mi porta a interrogarmi ancora di più sul significato della fede nella vita quotidiana, che inizio a comprendere anche come uno spazio di incontro e ascolto reciproco.
Bibliografia
[Nota 1]: A differenza del dialogo interreligioso, il dialogo ecumenico si riferisce al confronto all’interno del cristianesimo. Gli interlocutori sono cristiani di varie confessioni, Chiese o denominazioni (Salani, 2011: 69).
Associazione Comunità familiare (CF) (12.06.2010). CARTA ETICA ASSOCIAZIONE COMUNITÀ FAMILIARE. Scaricato l’8 gennaio 2026 da https://www.comfamiliare.org/wp-content/uploads/2022/03/Carta_etica_Comunita_familiare_web.pdf .
CATT.CH (01.08.2019). Giovani pellegrini ticinesi arrivati a Santiago. Consultato il 5 novembre 2025 su https://catt.ch/newsi/giovani-pellegrini-ticinesi-arrivati-a-santiago .
GEO X RELIGIONS (n. d.). Cristianesimo. Consultato il 28 gennaio 2026 su https://geo-religions.ch/it/panoramica-di-tutte-le-comunita-religiose-e-spirituali/ .
SALANI, M. (2011). Cristianesimo Cristianesimi. Fra conflitti e ricerca di pace. Pisa: Plus.
TAIZÉ (n. d.). La communauté. Consultato il 3 novembre 2025 su https://www.taize.fr/fr/la-communaute .
Per conoscere le figure religiose menzionate nel testo
Padre Callisto: https://www.rsi.ch/rete-uno/programmi/cultura/chiese-in-diretta/“Padre-Callisto-Comunità-familiare-e-dissenso”-Henry-Dunant-uomo-di-fede--2348013.html .
Lombardi, V. (2024). Comunità e dissenso. Padre Callisto Caldelari e i cristiani progressisti ticinesi (1960-1980). Locarno: Armando Dadò editore.
Don Sandro Vitalini: https://catt.ch/newsi/sandro-vitalini-luomo-dellaccoglienza-nel-cuore-nella-mente-nella-vita.
Serie di articoli su Don Vitalini comparsi su Catt.ch https://catt.ch/tags/don-sandro-vitalini