26.05.2026
Quando qualcosa si sposta: ascoltare, raccontare e sensibilizzare al razzismo antimusulmano in Ticino
In Svizzera, il razzismo antimusulmano è un fenomeno che non si esprime solo attraverso episodi evidenti, ma anche attraverso percezioni diffuse e stereotipi radicati.
Alcuni dati aiutano a dare un’idea più concreta di questa realtà:
-
Il 34% della popolazione svizzera ha un’immagine fortemente negativa o stereotipata delle persone musulmane (UST, 2021: 11).
-
Il 46% della popolazione considera l’Islam un pericolo per la Svizzera (CFR, 2023: 3).
-
Circa il 6% della popolazione sopra i 15 anni in Svizzera si dichiara musulmana (UST, 2024)
-
Il 40% delle persone musulmane in Svizzera possiede la cittadinanza svizzera (CFR, 2023: 3; UST, 2019)
-
1 persona musulmana su 3 dichiara di aver subito discriminazione per motivi religiosi (UST, 2019 ; SLR, 2025)
-
Solo 1 persona musulmana su 2471 che vivono una discriminazione la segnala ufficialmente (CSIS, 2025: 31; Lindemann, 2022: 10)
Questi numeri non raccontano solo una realtà statistica, ma anche qualcosa di più profondo: la distanza tra ciò che viene percepito e ciò che viene vissuto. Dietro ogni percentuale ci sono esperienze quotidiane, spesso invisibili, che raramente emergono nello spazio pubblico.
Il razzismo antimusulmano non si manifesta infatti soltanto attraverso episodi espliciti di odio o discriminazione evidente. A volte prende forma in situazioni molto più sottili e quotidiane: uno sguardo diverso, una battuta apparentemente innocua, il sentirsi associati automaticamente a stereotipi o dover continuamente giustificare la propria religione, il proprio modo di vestirsi o la propria appartenenza culturale. Sono esperienze che, prese singolarmente, possono sembrare piccole, ma che ripetute nel tempo lasciano un segno.
Ed è proprio in questo spazio tra dati e vissuti che si inserisce il mio lavoro.
Tra dati e vissuti: il mio percorso
Sono Karima, ho 26 anni, sono educatrice e vivo in Ticino da circa quattro anni. Da circa sei anni collaboro come guida al progetto Dialogue en Route e da circa due anni sono membro del direttivo dell’associazione GMSI, che ha lanciato il progetto Racconti Invisibili.
Questi due percorsi, diversi ma profondamente intrecciati, hanno avuto un impatto importante nel mio modo di affrontare il tema del razzismo e delle discriminazioni.
Creare spazi di dialogo nelle scuole
Con Dialogue en Route entro nelle scuole medie del Ticino per incontrare allieve, allievi e docenti e parlare di razzismo antimusulmano, identità, pluralità culturale e convivenza.
Durante gli incontri affrontiamo temi legati agli stereotipi, ai pregiudizi e alla loro arbitrarietà, promuovendo attività che aiutano a comprendere il concetto di diversità. Cerco sempre di accompagnare questi concetti con la mia esperienza personale per dare concretezza.
Puntiamo soprattutto a creare uno spazio sicuro e aperto, in cui chi partecipa possa fare domande senza paura di essere giudicato e possa confrontarsi in modo sincero con realtà che magari conosce poco.
Ogni incontro è diverso, ma c’è una costante che ritorna spesso: la curiosità.
In classe emergono tante domande. Sull’Islam, sulle pratiche religiose, sulla vita quotidiana, sulle differenze culturali. Questa curiosità è per me un segnale molto importante: significa apertura, significa desiderio di capire.
E capire, in un contesto in cui le informazioni arrivano spesso da social e media che semplificano o distorcono, è già un primo passo fondamentale.
Accanto alla curiosità, però, emergono anche pregiudizi e stereotipi. Non sempre espliciti, non sempre intenzionali, ma presenti: immagini già costruite, associazioni automatiche, idee che non sono mai state realmente messe in discussione.
In questi momenti il lavoro educativo diventa delicato. Delicato perché si entra in uno spazio personale, fatto di convinzioni, paure, immagini e influenze costruite nel tempo. Non si tratta di “correggere” qualcuno o dire cosa sia giusto o sbagliato pensare, ma di accompagnare allieve e allievi a interrogarsi sulle proprie rappresentazioni.
Spesso il dialogo permette proprio questo: fermarsi un momento, ascoltare un’esperienza concreta, rendersi conto che dietro certe idee generalizzate esistono persone reali, con percorsi, emozioni e vissuti diversi.
Credo che sia qui che la sensibilizzazione abbia davvero un impatto. Non solo nel trasmettere informazioni, ma nel creare uno spazio in cui sia possibile mettere in discussione immagini che sembravano scontate.
E ogni volta che questo accade, anche solo in piccola parte, qualcosa si sposta.
Ascoltare le storie invisibili
Parallelamente, con il progetto Racconti Invisibili, ho vissuto un’esperienza completamente diversa.
Qui non si parte dai concetti, ma dalle storie.
Racconti Invisibili è un progetto promosso dal GMSI che raccoglie e condivide, sottoforma di immagini e testo, testimonianze di giovani musulmane e musulmani della Svizzera italiana che hanno vissuto episodi di discriminazione o razzismo. Il progetto nasce dalla volontà di dare spazio a voci che spesso rimangono invisibili o poco ascoltate nello spazio pubblico, creando momenti di sensibilizzazione e riflessione rivolti alla società ticinese.
Attraverso questo progetto ho potuto ascoltare racconti diretti, autentici e profondamente umani. Storie reali, concrete, a volte difficili da ascoltare.
Sono storie che rimangono addosso. Non solo per ciò che raccontano, ma per ciò che fanno sentire: la frustrazione, il senso di esclusione, a volte il silenzio, altre volte la resilienza.
Ascoltarle dal vivo ti mette di fronte a una dimensione molto umana del razzismo, che non è fatta solo di grandi eventi o dichiarazioni esplicite, ma anche di episodi quotidiani, sottili, ripetuti.
A volte si prova impotenza. Perché ti rendi conto di quanto queste esperienze siano diffuse e allo stesso tempo poco visibili.
Ma insieme a questa difficoltà, c’è anche una responsabilità: quella di dare spazio a queste voci, di renderle udibili, di trasformarle in strumenti di sensibilizzazione.
E questo, per me, è uno degli aspetti più significativi del progetto.
Trasformare il silenzio in dialogo
Nel mio percorso ho capito che il razzismo non è mai solo un fatto estremo. Vive anche nei dettagli, nei linguaggi, nelle percezioni non interrogate, nelle immagini che costruiamo degli altri senza conoscerli davvero.
Per questo credo che progetti come Dialogue en Route e Racconti Invisibili siano fondamentali. Perché non si limitano a parlare di un fenomeno, ma creano incontri reali.
Spazi in cui le persone possono ascoltare, raccontare, fare domande e soprattutto mettere in discussione ciò che pensavano di sapere.
Oggi, dopo anni di esperienza tra scuole, testimonianze e dialoghi, sento che il mio ruolo non è quello di avere risposte definitive.
È piuttosto quello di facilitare domande.
Perché è spesso lì che inizia il cambiamento: quando qualcosa che sembrava scontato smette di esserlo.
E quando, per un attimo, si riesce a vedere l’“altro” non come un’idea, ma come una persona.
Bibliografia e fonti
Centro svizzero islam e società CSIS – Giovani musulmani: appartenenza, trasmissione e rete, 2024.
https://islamandsociety.ch/it/2024/09/05/giovani-musulmani-appartenenza-trasmissione-e-rete/
Commissione federale contro il razzismo CFR – Il razzismo antimusulmano, 2023.
https://www.ekr.admin.ch/pubblicazioni/i839/1376.html
Anaid Lindemann, 2022, "To speak out or not to speak out? Exploring the reporting of discrimination among Muslims and Jews in Switzerland", Journal of Ethnic and Migration Studies.
https://iris.unil.ch/entities/publication/6a5b94eb-cc03-4976-a378-0f16ac7616bf
Noemi Trucco et al. – Il razzismo antimusulmano in Svizzera: studio di riferimento, 2025.
https://cms.news.admin.ch/dam/it/gs-edi/yhoMt3UkpdnF
Servizio per la lotta al razzismo SLR – Il razzismo in cifre, 2025.
https://www.frb.admin.ch/it/razzismo-in-cifre
Ufficio federale di statistica UST – Indagine sulla convivenza in Svizzera, 2021.
www.bfs.admin.ch/asset/fr/19305347.
Ufficio federale di statistica UST – Pratiche e credenze religiose spirituali in Svizzera, 2019.
www.bfs.admin.ch/bfs/it/home/statistiche/popolazione/rilevazioni/esrk.assetdetail.15023005.html