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31.12.2025

Quando un podcast costruisce ponti

Cosa significa, concretamente, creare un podcast? E in che modo può diventare uno strumento di incontro e comunità? In questa parte della nostra conversazione, Medina Hassani, tra le fondatrici del podcast "Voci al femminile", racconta come il progetto sia cresciuto, dagli inizi fino a una collaborazione con Radio Gwen, radio locale indipendente. Voci al femminile dà spazio a storie di donne e a temi che attraversano la vita quotidiana, come salute, ecologia, percorsi migratori, lavoro e famiglia, per far emergere esperienze che spesso restano ai margini. Oggi le puntate vanno in onda due volte al mese, il mercoledì pomeriggio, su Radio Gwen. 

Dall’idea alla collaborazione con radio Gwen 

Ripensando agli inizi, com’è stato partire con la creazione di un podcast? 

All’inizio è stata un’esperienza molto simpatica e amatoriale, dato che non siamo professioniste, e in parte lo è ancora oggi. Abbiamo iniziato con molta curiosità, sperimentando liberamente e osservando come funzionavano le puntate su YouTube. Oggi, grazie alla collaborazione con Radio Gwen, disponiamo di strumenti migliori e di un supporto tecnico e fonico più esperto. Questo ci permette di avere una progettualità più solida nella produzione e nella diffusione delle puntate. In futuro speriamo di consolidare sempre di più il podcast e di accedere alla formazione continua, per acquisire gli strumenti necessari e migliorare costantemente. 

Com’è nata la collaborazione con Radio Gwen e in cosa consiste? 

In realtà è stato molto semplice. Ci siamo incontrate, abbiamo avuto un dialogo aperto e abbiamo presentato la nostra idea: cos’è il nostro podcast e cosa vogliamo realizzare.  

Radio Gwen è una radio libera, giovane e innovativa, che valorizza la comunicazione dal basso. Oltre al nostro, ospita vari programmi e podcast. Voci al femminile rappresenta un valore aggiunto che completa la loro offerta. Da lì è partita questa collaborazione. Insieme scegliamo i temi e abbiamo definito una programmazione precisa, stabilendo date, orari e tutti i dettagli per la diffusione delle puntate. 

Voci al femminile andrà sempre in onda il mercoledì pomeriggio? 

Sì, il mercoledì pomeriggio, due volte al mese, su Radio Gwen. Fino a non molto tempo fa, eravamo attive soprattutto su YouTube : lì sono usciti i nostri primi episodi. Siamo felici di quei primi contenuti. È vero, non erano perfetti e mancavano di qualità, soprattutto dal punto di vista tecnico, ma sono stati fondamentali: ci hanno dato l’entusiasmo e la motivazione per portare avanti il progetto. 

Coinvolgimento del pubblico 

Che riscontri avete ricevuto dal pubblico? È stato apprezzato come podcast? 

I commenti sono stati quasi sempre positivi. Molte persone hanno apprezzato sinceramente la nostra autenticità e ne siamo felici. Abbiamo ricevuto anche critiche costruttive, che abbiamo accolto volentieri. 

Ci sono state anche alcune reazioni meno piacevoli, che riteniamo talvolta legate al fatto che siamo donne musulmane o che indossiamo il velo. Non li descriverei come episodi di discriminazione o razzismo: si tratta piuttosto di commenti poco costruttivi, sicuramente non piacevoli da ricevere. In ogni caso, se dovessero ripetersi, abbiamo in mente un progetto per trasformare questi commenti negativi in occasioni alternative di dialogo.  

È interessante questa idea: partire da qualcosa di negativo per creare qualcosa di positivo. 

Vorremmo sviluppare un progetto con l’associazione An-Nisa: organizzare dei momenti di incontro incentrati sul pregiudizio e sullo stereotipo, con l’obiettivo di lavorare su queste forme di comunicazione poco efficaci e provare a trasformarle. Più che combattere lo stereotipo, l’idea è costruire un ponte tra lo stereotipo e una comunicazione più efficace. 

Torna sempre il discorso del ponte, del dialogo, del parlare e dell’interagire. 

Sì, per noi questo è fondamentale. 

Dal passaparola al riconoscimento

All’inizio come vi facevate conoscere? 

All’inizio, tramite un passaparola all’interno della comunità. Poi questa voce è cresciuta grazie al Cantone, che ci ha sostenuto riconoscendo il valore sociale del progetto con un finanziamento. Il podcast è stato valutato e considerato utile per la società, perché affronta temi importanti come la migrazione, le difficoltà legate a un passato migratorio, i percorsi complessi vissuti da molte persone e la salute. 

La collaborazione con Radio Gwen ha poi contribuito in modo significativo ad amplificare ulteriormente il progetto: grazie alla loro piattaforma, la visibilità del podcast Voci al femminile è aumentata.

In futuro speriamo di avviare nuove collaborazioni con altre associazioni ed enti, così che il podcast possa diventare sempre più uno strumento utile e accessibile per la comunità.  

Come raggiungete le donne che volete coinvolgere come ospiti? Siete voi a contattarle o vengono verso di voi?  

Esistono entrambi i movimenti e siamo aperte a qualsiasi tipo d’interazione. Tante volte sono le persone ad avvicinarsi al podcast, altre volte siamo noi a entrare in contatto con loro: da questi incontri nascono collaborazioni, opportunità di espressione e la volontà di dare voce partendo dal basso, dalla popolazione, dalla società, dalla comunità.

Un podcast che crea legami

Cos’è per te il podcast? 

Per me è valore: è un’occasione d’incontro e uno strumento accessibile a molte persone. Vorrei dire a tutte, ma devo essere realista. Non tutte si sentono pronte a esporsi o a registrarsi, magari per vergogna o perché hanno poca confidenza con gli strumenti. Per molte altre, invece, il podcast rappresenta una grande opportunità, perché permette di dare voce a storie che altrimenti resterebbero in silenzio. E quando una persona non se la sente di raccontarsi in prima persona, possiamo comunque raccontare la sua storia attraverso le nostre voci. C’è sempre la possibilità di dare spazio alla storia di una donna, a un passato migratorio, alla vita di una persona che lavora e che deve conciliare famiglia e lavoro, alla salute e a tanti aspetti della quotidianità.

In effetti, le persone possono ritrovarsi in ciò che raccontate. 

Esatto. Quando abbiamo parlato di sclerosi multipla, ad esempio, molte donne di culture e religioni diverse ci hanno ringraziato. Hanno ritrovato autenticità e anche strumenti per non sentirsi sole. Da lì sono nate, anche al di fuori del podcast, nuove connessioni tra le persone. Ed è proprio questo il nostro obiettivo: costruire ponti, favorire il dialogo e creare unione. 

Anche io, come giovane donna di 25 anni, cattolica non praticante, ho scoperto molte cose grazie al podcast. Per esempio, dopo la puntata con la coach di camminata metabolica, un'attività fisica che non conoscevo, ho deciso di partecipare ad una lezione. L’ho trovata interessante. In fondo è un’attività abbastanza accessibile a tutte. 

Fantastico, brava. Abbiamo proposto la camminata metabolica proprio perché può essere praticata dai 15 ai 99 anni, naturalmente se le condizioni fisiche lo permettono e con una buona coach che accompagni il percorso. Può diventare un'esperienza bellissima: si crea un gruppo di sorellanza, unione e condivisione. Noi donne possiamo essere amiche l’una dell’altra, perché abbiamo tanto da condividere, sia nelle differenze sia nelle similitudini. 

Cosa vi augurate per il futuro, per questi progetti? 

Di crescere, anche come gruppo. Sentiamo il bisogno di formarci, acquisire nuove competenze e migliorare costantemente. Vorremmo raggiungere sempre più ascoltatori e ascoltatrici, far sentire la nostra voce e i temi che affrontiamo e collaborare maggiormente con enti e associazioni, dentro e fuori dal Cantone. L’idea è continuare a far vivere questo spazio di dialogo e farlo diventare sempre più solido e condiviso. 

 

Instagram: @associazione.annisa 

Ascoltare i primi episodi: www.youtube.com/@VociFemminile  

Ascoltare i nuovi episodi: www.radiogwen.ch/trans/vocialfemminile.php  

Sara Lubini, Guide en Route

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